Chiesa di Santa Maria del Suffragio a Pescocostanzo

Chiesa di Santa Maria del Suffragio

Comune: Pescocostanzo
Come arrivare: A24/A25 RM-PE uscita Sulmona-Pratola Peligna/ proseguire lungo la SS 17 direzione Roccaraso/ Rivisondoli/ Pescocostanzo da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Rivisondoli/ Pescocostanzo
Notizie: La chiesa di Santa Maria del Suffragio, cinquecentesca, sorge lungo la scalinata che conduce alla chiesa maggiore. Essa fu costruita sul sito di un'antica chiesa dedicata a San Sebastiano e amministrata dalla Confraternita della SS. Trinità a partire dal 1637. Le preesistenti confraternite sparirono lasciando campo a quella del Suffragio che avviò il restauro e l'ampliamento della chiesa intitolandola alla Vergine del Suffragio. I lavori interessarono la sagrestia, la cappella della Natività, la sala per le riunioni del sodalizio, la copertura e l'apparato decorativo, lasciando inalterata la struttura esterna. La facciata, a terminazione piana, è rivolta ad est e questo consente alla luce del mattino di illuminare l'altare. Lo svolgimento della facciata in larghezza creava una sproporzione rispetto all'altezza e per tentare di ridimensionarla venne divisa in tre parti separate da lesene piatte in pietra, che risaltano sulla superficie ad intonaco del prospetto. Il portale, del Seicento, a forma di protiro classicheggiante, sporge con un'edicola sulla facciata. Presenta due colonne corinzie poggianti su dadi a motivi romboidali ed è sormontato da un timpano triangolare scolpito con motivo a ovoli. Alla struttura esterna non corrisponde l'impianto interno che, contrariamente alla facciata tripartita, presenta una navata unica, vagamente a croce latina, con accenno di transetto e abside rettilinea. Alla facciata pulita e lineare, che richiama in molti aspetti elementi classici, si contrappone un interno barocco e ricco, quale risulta dopo i molteplici interventi ad opera della Confraternita lungo i secoli XVII e XVIII. Tele dipinte, stucchi dorati, pulpiti e confessionali intagliati, capitelli in oro, cornici decorate arricchiscono lo spazio interno. Tra il 1637 e il 1639 i maestri pescolani Falconio Falconio e Berardino D'Alessandro realizzarono il soffitto ligneo a cassettoni interamente decorato. E' lavorato a lacunari separati da tralci a treccia che accolgono preziose tele dipinte da artisti appartenenti alla scuola napoletana (XVII sec.). Questi dipinti, realizzati tra il 1640 e il 1657, erano inizialmente ventisette: oggi ne mancano cinque. I temi delle scene, attinenti alle attività assistenziali della confraternita, illustrano le opere della Misericordia, il Purgatorio, il Trionfo della Morte o i confratelli in pr
ocessione. Del 1638 è il coro ligneo che si affaccia con una balconata sulla parete di controfacciata, costituito da stalli in legno per i confratelli.

Balconata che poggia su tre archi diseguali, di cui il centrale è più grande, sorretti da pilastri quadrati. Nello stesso anno Giovanni Leonardo Di Loreto realizzò l'acquasantiera collocata nella sagrestia. Questo primo intervento si concluse nel 1645 con la realizzazione dell'altare maggiore. In legno di noce esso fu realizzato da Palmerio Grasso, maestro scultore e intagliatore di Rivisondoli. In posizione dominante al centro del vano absidale esso viene illuminato lateralmente e frontalmente dalla luce che filtra dalle finestre. L'intervento secentesco non intaccò l'impianto originario della chiesa e interessò soprattutto i locali di servizio. La sagresti
a fu rinnovata e il locale superiore fu convertito in sala della congregazione dei confratelli c
he venne corredata di un doppio accesso, dall'interno o dall'esterno della chiesa. Nuove
esigenze legate all'accresciuto numero dei confratelli portarono ad un progetto per l'ampliamento della zona absidale. A partire dalla seconda metà del Seicento vennero acquistate le case confinanti ma i lavori veri e propri di ampliamento iniziarono solo intorno al 1711 - 1712. Allora vennero realizzati l'attuale van
o con calotta circolare, il coro rettangolare, e i due bracci del transetto
e diverse modifiche vennero apportate anche alla facciata e alla struttura esterna della chiesa. Nel 1716 venne affidato a Ferdinando Mosca il compito di ingrandire e perfezionare l'altare maggiore. Le modifiche maggiori riguardarono la cimasa terminale ma non trasformarono sostanzialmente quanto realizzato da Palmerio Grasso nel secolo precedente. Intorno alla metà del secolo vennero arricchiti i bracci del transetto con altari marmorei realizzati da Filippo Mannella e Donato Zappa, marmorari pescolani. Nel 1751 fu realizzato il coro ad opera di Francesco Ricciardelli. Nel 1778 fu eseguito da Nicodemo Mancini il capoaltare con paliotto e balconata in marmo. Nello stesso anno Vincenzo Falconio e Venanzio Ranallo realizzarono i due pulpiti situati ai piedi dell'arco trionfale. Quello a destra presenta una scalinata e nella parte inferiore un confessionale, quello a sinistra l'organo realizzato nel 1787 da un noto organaro di Agnone, Giuseppe Diamante Mascia. Un elemento decorativo ricorrente è quello del teschio, simbolo della confraternita del Suffragio, legato alle sue principali funzioni di assistenza dei moribondi e di seppellimento dei morti. All'esterno è presente al centro della finestra che sovrasta il portale e in una finestra laterale della chiesa oggi tamponata, all'interno i teschi si trovano al di sopra delle acquasantiere in atto di sostenere la vasca con i denti. Se l'esecuzione delle acquasantiere va riferita a Palmerio Grasso (1793), l'utilizzo in senso ornamentale del teschio deriva da un'idea di Cosimo Fanzago come rivela la somiglianza con l'opera da lui realizzata nella Certosa di San Martino a Napoli nel 1631.
Iscrizioni: Sul retro della chiesa, in Via della Fontana, all'interno di un cartiglio: NI SATIS EST NOSTRU CUNCTI MISERESCITE CIVES.
Informazioni: Municipio tel. 0864-640003
Stato di agibilità: Agibile
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